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Importare da IIIF ​

Quasi tutte le biblioteche che digitalizzano codici medievali — BnF/Gallica, e-codices, la Vaticana, la British Library, la Bodleian — pubblicano per ogni manoscritto un manifest IIIF: un indirizzo che descrive la sequenza delle carte e da cui le immagini si ottengono a qualunque risoluzione. Basta quell'indirizzo per avere in ArchiView una scheda con tutte le carte in ordine, già etichettate, senza scaricare nulla.

Dove si trova il manifest ​

Sul sito della biblioteca, nella pagina del manoscritto, cerca il logo IIIF (una «i» colorata) o una voce come Manifest, IIIF Manifest, Condividi → IIIF. L'indirizzo finisce spesso in manifest.json o /manifest.

TIP

Se ArchiView risponde che l'indirizzo «non restituisce un manifest», probabilmente hai copiato l'indirizzo della pagina web del manoscritto e non quello del suo manifest. Se risponde che è una collezione, hai copiato l'elenco di un intero fondo: apri il singolo manoscritto e copia il suo.

Creare una scheda da un manifest ​

  1. Menu «⋯» sopra l'elenco → Importa → Importa da IIIF.
  2. Incolla l'indirizzo e premi Leggi. Compaiono il titolo, il numero di carte e, sotto, l'attribuzione e la licenza dichiarate dalla biblioteca.
  3. Scegli le carte da importare. Un manifest contiene quasi sempre più del testo: piatti, dorso, carte di guardia, il regolo dei colori. Puoi spuntarle una per una, usare Tutte e Nessuna, o scrivere un intervallo come 1-10, 25, 40-60.
  4. Controlla segnatura (proposta dal titolo del manifest), modello e cartella.
  5. Premi Importa.

La scheda nasce con le carte già in sequenza e con il nome che dà loro la biblioteca (per esempio «f. 1r», «f. 1v»), e si trascrive come qualunque altra. L'intero import si annulla con Ctrl+Z.

Aggiungere carte a una scheda esistente ​

Nell'ambiente di trascrizione, il pulsante Aggiungi da IIIF apre la stessa finestra, senza i campi della scheda nuova: le carte scelte si aggiungono in coda a quelle che ci sono già. Serve, per esempio, quando lo stesso documento è diviso fra due segnature.

Le carte restano in biblioteca ​

Le carte importate da IIIF non occupano spazio nell'archivio e non appesantiscono la sincronizzazione: restano sul server della biblioteca e vengono mostrate al volo. Nel visore funzionano come le altre: zoom, rotazione, filtri, una trascrizione per carta.

Le carte già guardate restano disponibili anche senza rete, in una memoria temporanea sul tuo computer (fino a 2 GB; le meno usate vengono tolte per prime). Quella memoria non fa parte dell'archivio e non si sincronizza.

Scaricare le carte nell'archivio ​

Per alcune cose serve il file vero: l'OCR, la stampa ad alta qualità, il lavoro sicuro offline, la conservazione a lungo termine. Nella barra del visore, su una carta remota:

  • Scarica questa carta nell'archivio;
  • Scarica tutte le carte nell'archivio.

La risoluzione dei download si sceglie nella finestra di import: 1200, 2000 (predefinita) o 4000 pixel sul lato lungo, oppure la massima disponibile. Alcuni manifest pubblicano solo immagini a misura fissa, e in quel caso la scelta viene ignorata (l'app lo segnala).

Una volta scaricata, la carta diventa un allegato come gli altri.

Licenza e attribuzione ​

Le immagini appartengono alla biblioteca che le pubblica. ArchiView conserva nella scheda l'attribuzione e la licenza dichiarate nel manifest: tienine conto quando pubblichi o condividi le riproduzioni.

Se una carta non si vede ​

«Carta non raggiungibile» vuol dire che il server della biblioteca non l'ha restituita: può essere momentaneamente irraggiungibile, o sei offline e quella carta non è mai stata guardata. Riprova più tardi, oppure scaricala nell'archivio quando la rete c'è.

Dettagli tecnici

Sono supportati IIIF Presentation 2 e 3 e IIIF Image API 2 e 3, le etichette in più lingue, le immagini alternative della stessa carta (per esempio luce visibile e ultravioletto) e i manifest senza servizio di immagini.

Wiki utente di ArchiView, software open source (licenza MIT).