Sincronizzazione: come funziona
ArchiView funziona benissimo senza alcun collegamento a internet, e questa è la modalità predefinita. La sincronizzazione serve se vuoi:
- lavorare sullo stesso archivio da più computer;
- collaborare con altre persone;
- avere una copia di sicurezza fuori dal tuo disco.
Le tre modalità di un archivio
| Modalità | Che cos'è | Per chi |
|---|---|---|
| Locale | Tutto sul tuo disco, nessun collegamento | Predefinita. Va benissimo per un lavoro individuale |
| Personale | Collegato al tuo spazio cloud, per il solo backup | Chi lavora da solo su due computer, o vuole una copia remota |
| Condiviso | Su un server comune, con più persone | Un gruppo di ricerca, un progetto a più mani |
Un archivio locale resta locale finché non sei tu a convertirlo. La conversione si fa dal pulsante di condivisione in basso a sinistra.
L'archivio condiviso
La collaborazione passa da un server comune (l'Hub): ogni partecipante tiene la sua copia completa sul proprio computer e continua a lavorare anche offline; quando c'è rete, le modifiche vengono scambiate.
Chi crea l'archivio ne è il titolare: genera gli inviti e può revocare l'accesso a chiunque. Gli altri sono membri: ricevono, inviano e possono uscire. Vedi Condividere con altri.
Tutto viaggia e resta cifrato: schede, trascrizioni, il nome dell'archivio e gli allegati. Il server conserva i dati ma non è in grado di leggerli, e non può nemmeno spacciare una versione vecchia dell'archivio per quella attuale.
Quando un collega invia delle modifiche, gli altri membri ne sono avvisati subito, anche se lavorano su computer diversi: non serve controllare a mano per sapere che c'è qualcosa di nuovo.
Lo stato, in alto a destra
Una riga riassume sempre la situazione:
- sincronizzato: locale e remoto coincidono;
- aggiornamenti in entrata: qualcuno ha caricato modifiche che tu non hai ancora;
- modifiche locali da inviare: hai lavorato e non hai ancora caricato.
Cliccandoci si aprono i comandi: controlla (chiede se c'è qualcosa di nuovo, senza scaricare né inviare), scarica, carica, e il collegamento al Controllo modifiche.
Le abitudini che evitano i problemi
- Scarica prima di iniziare a lavorare.
- Carica quando hai finito una sessione, non una volta al mese: più a lungo si accumulano modifiche parallele, più conflitti ci saranno da risolvere.
- In gruppo, concordate chi lavora su quale fondo. I conflitti si evitano più facilmente di quanto si risolvano.
Se due persone modificano la stessa scheda, l'app non sovrascrive nulla in silenzio: vedi Quando due modifiche si scontrano.
Google Drive
Le versioni precedenti usavano Google Drive per gli archivi condivisi. Quel percorso resta funzionante per il backup personale e per gli archivi condivisi già esistenti, che si possono migrare all'Hub con un comando dedicato (Opzioni avanzate della finestra cloud). Dopo la migrazione bisogna invitare di nuovo i collaboratori: i permessi di Google Drive non si trasferiscono.
Un archivio su Google Drive non riceve avvisi immediati: controlla da solo se ci sono novità ogni 5 minuti.
I nuovi archivi condivisi si creano solo sull'Hub: è più veloce, non richiede a ciascun collaboratore un account Google e permette di revocare l'accesso davvero.
OneDrive
Dalla versione 3.2.0 il collegamento a OneDrive non esiste più. Un archivio che vi era ancora collegato torna locale: i dati restano sul disco, e gli accessi Microsoft salvati vengono cancellati. Per sincronizzarlo di nuovo, convertilo in archivio condiviso sull'Hub.
Privacy
In modalità locale nessun dato lascia il computer. Il dettaglio di che cosa viene trattato quando attivi la sincronizzazione è nella Privacy Policy.